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Lunedì 23 e martedì 24 novembre 2009, “Workshop CrESIT-ASSOBIOTEC 2009” e seconda “Giornata Scientifica del Centro Insubre di Biotecnologie per la Salute Umana”

A VARESE DUE GIORNATE DEDICATE ALLE BIOTECNOLOGIE

Dai risultati delle ricerche ai business models, studiosi ed esperti  si riuniscono a Varese per parlare di  biotech. Siglato accordo tra il CrESIT (Asse del Ticino) e il Tecnopolo di Lugano.

Lunedì 23 e martedì 24 novembre 2009, Varese si trasformerà in capitale del biotech e ospiterà due importanti appuntamenti dedicati al tema delle biotecnologie, affrontato dai massimi esperti del settore da un punto di vista economico e scientifico.

Lunedì 23 novembre, alle ore 10, alle Ville Ponti di Varese si terrà il Workshop CrESIT-Assobiotec 2009, dedicato ai business models for biotech.
L’evento, organizzato da CrESIT (Research Centre for Innovation and Life Sciences Management dell’Università dell'Insubria di Varese), Assobiotec (Associazione Nazionale per lo sviluppo delle biotecnologie), che fa parte di Federchimica) e Pricewaterhouse Coopers, mira a riunire i massimi esperti del settore per promuovere la riflessione sulle opportunità del comparto biotech, sulle sue problematiche e sulle azioni da intraprendere per sostenerne ulteriormente lo sviluppo.

Nel corso del convegno verrà firmato un importante accordo di partnership strategica tra l’Asse del Ticino (il neo Distretto sulle Tecnologie e Scienze della Vita promosso dal CrESIT dell’Insubria) e il Tecnopolo di Lugano.

A firmare il documento il professor Alberto Onetti, Direttore del CrESIT  e docente di Economia e Management all’Università degli Studi dell’Insubria e il professor Marco Baggiolini, Presidente di Tecnopolo, nonché Presidente Emerito dell’Università di Lugano e uno dei 5 scienziati più citati al mondo, che sottoscriveranno l’Accordo Programmatico tra il Distretto delle Nuove Tecnologie e delle Scienze della Vita e il Tecnopolo di Lugano.  A seguito dell’Accordo il Tecnopolo di Lugano entrerà a fare parte dell’Asse del Ticino.

Martedì 24 novembre, alle ore 14, si svolgerà nell’Aula Magna dell’Università degli Studi dell’Insubria in via Dunant 3 a Varese, la seconda Giornata Scientifica del Centro Insubre di Biotecnologie per la Salute Umana (BSU). Scopo del convegno è presentare prospettive e risultati delle ricerche del centro d’eccellenza di Ateneo ed alimentare il discorso scientifico relativo alle biotecnologie attraverso l’intervento di illustri professori e ricercatori.

Relatore d’eccellenza sarà il professor Mauro Magnani dell’Università statale ”Carlo Bo” di Urbino che approfondirà il tema dell’uso delle tecnologie cellulari per il delivery dei farmaci. Seguiranno interventi di ricercatori operanti nei laboratori del Centro BSU volti a presentare i risultati della ricerca antitumorale, degli approcci immunogenetici per il controllo delle infezioni da della produzione di nuovi antibiotici e delle più innovative tecniche in chirurgia.
Al termine si svolgerà la cerimonia di premiazione del miglior giovane ricercatore. Concluderà i lavori il professor Loredano Pollegioni, Direttore del Centro, presentando una sintesi delle attività svolte e delle iniziative scientifiche e didattiche che il Centro di Ricerca intende intraprendere.

«La rilevanza del biotech va oltre le dimensioni che oggi ha o che potrebbe avere domani. – spiega il professor Onetti -  Sarebbe un errore pensare al biotech come qualcosa limitato all’1% del PIL. Proprio la sua caratteristica di piattaforma tecnologica ne fa un volano di innovazione e riconversione per molti comparti industriali: stiamo parlando sia di settori fondamentali e tradizionali per il nostro paese (quali la sanità, il farmaceutico, la chimica, l’agricoltura), che hanno un peso sostanziale sul prodotto interno lordo nazionale (circa il 16%) e sull’occupazione (oltre il 9%), sia di settori emergenti (quali il software, le IT, la protezione dell’ambiente, le cosiddette clean o green technologies) che sono i nuovi ambiti ove si dovrebbero in prospettiva concentrare la crescita economica e i nuovi posti di lavoro. Il biotech fornisce a questi settori soluzioni tecnologiche innovative e quindi occasioni di riconversione ovvero opportunità di crescita. Il biotech rappresenta quindi una straordinaria leva di sviluppo economico e di innovazione per il sistema Italia i cui benefici possono ricadere su molti settori importanti: sarebbe un’occasione persa non mettere questa leva nelle condizioni di agire e produrre valore».

« Abbiamo voluto organizzare i due eventi congiuntamente per dare un ulteriore segnale della cooperazione che da tempo siamo riusciti ad attivare qui all’Insubria tra discipline scientifiche ed economiche – afferma il professor Pollegioni - Questa  cooperazione strategica merita di essere sottolineata, dal  momento che  rappresenta un aspetto poco diffuso nel nostro paese ove la ricerca resta confinata nei laboratori e fatica a dialogare con il mondo della finanza e dell’impresa. ».

« Il Tecnopolo Lugano - segnala il Prof. Baggiolini - è il Parco biotecnologico della Svizzera italiana, appartenete all'alleanza dei Tecnopoli svizzeri. Nel suo primo anno di attività, ha saputo insediare dieci aziende e raccogliere finanziamenti a livello internazionale per circa 30 milioni di franchi svizzeri, creando più di 40 posti di lavoro ad alto livello.  Assieme al Biotech Center di Zurigo il Tecnopolo Lugano attraverso l’Asse del Ticino e il CrESIT intende creare un'asse strategico di collaborazione che coinvolga anche gli attori della Regione Insubrica  ».